Per cinque notti ogni febbraio, l’Italia decide collettivamente di stare sveglia fino a tardi, mangiare pizza e fingere che la sveglia non esista più. Il Festival della Canzone Italiana di Sanremo, giunto alla sua 76ª edizione, attira oltre 10 milioni di telespettatori a serata, con una programmazione che regolarmente non termina prima dell’1:30 di notte. Non è solo un programma televisivo: per la maggior parte del Paese, è un evento che dura una settimana, stravolge le abitudini, scombussola il sonno e compromette silenziosamente la settimana lavorativa.
Per capire quanto sia profondo l’impatto che ha questo programma sul paese, abbiamo intervistato 1.500 italiani prima dell’inizio della nuova edizione. I risultati rivelano un Paese che mangia in modo diverso, beve di più, dorme meno e si trascina al lavoro grazie ai tanti espresso consumati nelle mattine successive alla messa in onda. Più di tre su quattro (77%) hanno intenzione di guardare almeno tre delle cinque serate. Quasi la metà (45%) intende guardarle tutte o quasi tutte. Quello che succede durante i cinque giorni della programmazione, racconta una storia di identità regionale, indulgenza collettiva e un paese che sta per affrontare una settimana decisamente diversa dalla norma.
Punti chiave
- Il 57% degli italiani ha intenzione di mangiare pizza durante le serate di Sanremo, anche se le preferenze regionali variano notevolmente, dai taglieri di salumi in Piemonte ai cannoli in Sicilia.
- Il 39% prevede di bere più alcolici del solito, con il Lazio in testa con il 51%.
- La Campania beve più Prosecco durante Sanremo (41%) rispetto al Veneto (39%), la regione che lo produce.
- Il 70% dei telespettatori ha intenzione di stare sveglio oltre l’una di notte, contribuendo a una perdita di sonno collettiva stimata in 7,2 milioni di ore.
- Il 54% dichiara che avrà bisogno di più caffè per sopravvivere, il che si traduce in circa 12 milioni di caffè espresso in più al giorno.
- Il 14% dei lavoratori ha intenzione di darsi malato, il 34% prevede di arrivare in ritardo e il 59% anticipa un calo di produttività.
- Il 58% ritiene che il lunedì dopo Sanremo dovrebbe essere festivo.
Cosa mangia l’Italia durante la serata di Sanremo
La pizza è la regina indiscussa. A livello nazionale, il 57% degli spettatori ha in programma di mangiare pizza durante la trasmissione, sia che la ordini a domicilio sia che la prepari in casa. Poco più della metà (52%) opterà per patatine, snack salati e noccioline. Seguono focaccia e bruschette (33%), taglieri di salumi e formaggi (29%) e dolci o gelati (27%).

La media nazionale nasconde però alcune peculiarità regionali. In Campania, la patria della pizza, il 64% ha intenzione di mangiarne mentre guarda la tv. In Lombardia, la regione più popolosa d’Italia, la pizza scende al 51% e le patatine conquistano il primo posto. In Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana o Sardegna, invece, prevalgono i salumi e i formaggi, riflettendo la profonda tradizione di queste regioni in materia di salumi e formaggi stagionati.
La Liguria preferisce la focaccia (nessuna sorpresa dalla regione che ha inventato la focaccia di Recco), mentre la Puglia segue l’esempio con la sua tradizione di focaccia barese. E la Sicilia è l’unica regione in cui dolci e gelati sono in testa, un cenno alla famosa cultura pasticcera dell’isola che apparentemente si estende agli spuntini televisivi a tarda notte.
Oltre a ciò che le persone scelgono, c’è anche la quantità. In tutto il Paese, il 61% dei telespettatori prevede di mangiare più cibo spazzatura del solito durante la settimana di Sanremo. Quasi uno su quattro dice “significativamente di più”. La Calabria è in testa alla classifica del cibo spazzatura con il 70%, mentre la Sicilia, nonostante la sua golosità, mostra la maggiore moderazione alimentare con il 48%.
Cosa versa l’Italia per Sanremo
Il vino è in testa a livello nazionale con il 47%, seguito dal Prosecco (34%), dalle bevande analcoliche (32%), dalla birra (26%) e dai cocktail o Spritz (20%). Ma, come per il cibo, il quadro nazionale non riflette la realtà a livello regionale.

Le regioni italiane famose per il vino, bevono esattamente come ci si aspetterebbe. Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna superano tutte il 50% di consumo di vino, con l’Umbria che raggiunge il 57%. Si tratta di luoghi in cui la produzione vinicola fa parte della vita quotidiana, e le serate di Sanremo non fanno eccezione.
Il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia, patria della produzione italiana di Prosecco, prediligono prevedibilmente lo spumante. Ma la sorpresa è la Campania. Con il 41%, il consumo di Prosecco in Campania supera persino quello del Veneto (39%), rendendo la regione meridionale il mercato più entusiasta del Prosecco durante la settimana del Festival. I produttori veneti potrebbero trovare questo dato lusinghiero o leggermente preoccupante.
Poi c’è la Sicilia, che durante Sanremo si distingue come la capitale italiana dello Spritz. Con il 27%, quasi il doppio del 16% della Lombardia, il tradizionale legame tra la cultura dello Spritz e il nord-est viene completamente meno durante la settimana del Festival.
Nel complesso, il 39% degli italiani prevede di bere più alcolici del solito. Il Lazio è in testa alla classifica nazionale con il 51%, seguito dalla Sicilia (46%) e dal Veneto (44%).
Chi guarda effettivamente di più?
Non tutte le regioni si impegnano allo stesso modo. Quando viene chiesto loro quali siano i loro programmi preferiti, Sanremo viene nominato, con una maggioranza che risponde che guarderà il programma, o almeno una parte.
Il prezzo da pagare fisicamente: perdita di sonno ed espresso del mattino dopo
Le singole puntate del Festival di Sanremo terminano regolarmente tra l’1:30 e le 2:00 di notte. Il pubblico lo sa bene, e i dati lo confermano:
- Il 70% prevede di stare sveglio fino all’una di notte durante le serate del Festival di Sanremo.
- Il 17% prevede di essere ancora sveglio dopo le due.
- Solo il 12% prevede di non perdere ore di sonno durante la settimana.
Considerando l’intera popolazione italiana, si stima che durante la settimana del Festival siano state perse complessivamente 7,2 milioni di ore di sonno. Non è una statistica divertente, ma un dato rilevante per la salute pubblica.
Il piano di recupero nazionale è il caffè. Oltre la metà dei telespettatori (54%) dichiara che avrà bisogno di caffeina extra per superare la settimana. Rapportato alla popolazione italiana, ciò si traduce in circa 12 milioni di caffè in più consumati al giorno durante la settimana di Sanremo.
Le regioni che necessitano maggiormente di aiuto:
- Sicilia: il 67% ha bisogno di caffè extra (il dato più alto del Paese)
- Veneto: 62%
- Calabria: 58%
- Lombardia: 56%
- Emilia-Romagna: 40% (il dato più basso tra le regioni principali, apparentemente costruita in modo diverso).
Le conseguenze sul posto di lavoro
Le conseguenze si ripercuotono direttamente sul lavoro degli italiani. Tra i dipendenti, i numeri dipingono un quadro che probabilmente non piacerà ai dipartimenti delle risorse umane di tutto il Paese:
- Il 14% prevede di darsi malato almeno una volta durante la settimana di Sanremo.
- Il 34% prevede di arrivare in ritardo.
- Il 25% prevede di presentarsi con i postumi di una sbornia.
- Il 40% seguirà il Festival durante l’orario di lavoro, controllando i risultati, guardando i video o analizzando le esibizioni con i colleghi.
Solo il 36% dei lavoratori afferma che Sanremo non avrà alcun impatto sulla propria settimana lavorativa. Ciò significa che quasi due terzi della forza lavoro italiana prevede di operare al di sotto del proprio standard abituale per un’intera settimana, e tutti sembrano accettarlo tranquillamente.
Alla domanda diretta, il 59% prevede un calo della propria produttività, con il 17% che anticipa un calo significativo. I lavoratori della Campania sono quelli che lo avvertono maggiormente, con il 65%. L’Emilia-Romagna registra l’impatto più basso, con il 39%, anche se più di un terzo della forza lavoro si aspetta comunque di avvertirlo.
Per un Paese già alle prese con pressioni economiche, una settimana in cui la maggior parte degli adulti occupati dichiara una riduzione della produttività è più di una divertente stranezza culturale. Si tratta di un disturbo misurabile che le aziende di tutto il Paese assorbono ogni anno.
Quale regione soffre di più? L’indice di sofferenza di Sanremo
Per scoprire quale regione sacrifica davvero di più per il Festival, abbiamo combinato cinque parametri in un unico punteggio composito: perdita di sonno (percentuale di persone che perdono sette o più ore), aumento del consumo di cibo spazzatura, aumento del consumo di alcol, consumo extra di caffè e calo della produttività sul posto di lavoro.
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Il Lazio è in cima alla classifica con 54,9 punti, grazie a una combinazione di fattori quali il più alto aumento del consumo di alcolici a livello nazionale (51%), un grave deficit di sonno (il 42% perde sette o più ore di sonno) e una forte dipendenza dal caffè (61%). Segue la Lombardia con 51,0 punti, con una pressione costante in tutte e cinque le categorie. Il Veneto completa la top three con 50,0, alimentato dal secondo consumo di caffè più alto del Paese e da un elevato consumo di alcolici.
Ciò che è degno di nota è che nessuna regione domina tutte le categorie. Il Lazio è in testa per quanto riguarda il consumo di alcolici e la perdita di sonno. La Calabria consuma più cibo spazzatura. La Sicilia consuma più caffè. La Campania subisce il peggior calo di produttività. La sofferenza è diffusa in tutto il Paese, ma è universale.
Ne vale la pena?
Dopo le notti in bianco, le pizze, gli espressi e le giornate lavorative da zombie, gli italiani sono chiarissimi. Quasi due terzi (65%) affermano che Sanremo vale ogni minuto. Solo il 13% non è d’accordo.
E il 58% ritiene che il lunedì dopo Sanremo dovrebbe diventare una festa nazionale, con un italiano su tre che in merito dice “assolutamente si’!”. È una statistica che dice più del rapporto dell’Italia con il Festival di quanto potrebbero mai fare i dati di ascolto.Che in un futuro il lunedì dopo la settimana di Sanremo venga inserito nel calendario delle festivita’ come giorno di riposo o meno, i dati raccontano comunque una storia coerente. Per cinque giorni, ogni febbraio, l’Italia decide collettivamente di mangiare peggio, dormire meno, bere di più e presentarsi al lavoro alimentata da caffeina ed entusiasmo. Il costo è reale. La perdita di produttività è misurabile. Il consumo di cibo spazzatura è davvero impressionante. E la maggior parte del Paese lo considera un affare.
Methodology
Questo studio si basa su un sondaggio online condotto nel febbraio 2026 su un campione di 1.500 adulti. Gli persone intervistate sono state selezionate in modo da includere solo coloro che avevano intenzione di guardare almeno una parte del Festival di Sanremo.
L’Indice di sofferenza di Sanremo è un punteggio composito che calcola la media di cinque parametri: perdita di sonno di sette o più ore, aumento del consumo di cibo spazzatura, aumento del consumo di alcol, consumo extra di caffè e calo della produttività sul posto di lavoro auto-dichiarato. Tutte le percentuali sono arrotondate al numero intero più vicino. Il Molise e la Valle d’Aosta sono esclusi dall’Indice di Sofferenza a causa di campioni insufficienti per un calcolo affidabile.




